Circolare INPS con nuovi trattamenti previdenziali e assistenziali per il 2026.

Lo rende noto l’Inps nella Circolare n. 153/2025 in cui adegua come di consueto l’importo delle prestazioni pensionistiche ed assistenziali erogate dall’Ente.

Aumenti 2026

La rivalutazione non è applicata in misura uguale per tutte le pensioni, ma variabile a seconda delle fasce di appartenenza in cui ricade l'assegno oggetto di rivalutazione.

Nello specifico:

  • le rendite non superiori al trattamento minimo (603,4€ al mese) godranno, oltre alla rivalutazione del 100% dell’indice Istat, anche una rivalutazione straordinaria dell’1,3% (con riassorbimento della rivalutazione straordinaria del 2,2% riconosciuta nel 2025);
  • le rendite entro le quattro volte il minimo (cioè entro i413,6€ lordi al mese al 31 dicembre 2025) avranno la rivalutazione del 100% dell’indice Istat;
  • le rendite superiori a quattro volte e comprese entro le cinque volte il minimo (cioè entro 3.107€ lordi al mese al 31 dicembre 2025) avranno il 100% dell’indice Istat sino a 2.413,6€ ed il 90% dell’indice Istat per la quota eccedente;
  • le rendite superiori a cinque volte il minimo (cioè oltre 3.017€) avranno il 100% dell’indice Istat per la quota sino al 2.413,6€; il 90% dell’indice Istat per la quota superiore a 2.413,6€ sino a 3.017€ e il 75% dell’indice Istat per la quota eccedente 3.017€.

Assegni 2026

Come di consueto non ci sarà alcuna rivalutazione per gli assegni straordinari a carico dei fondi di solidarietà (es. credito bancario, cooperativo o assicurativo), l'indennità mensile nel contratto di espansione, l'ape sociale e l'isopensione. Queste prestazioni, infatti, per legge non vengono rivalutate per tutta la loro durata.

Il  cedolino di  gennaio 2026  e' già presente sul sito dell’INPS.

Non dovrebbero ancora essere state calcolate le riduzioni IRPEF dal 35 al 33 per cento nello scaglione da 28 mila euro a 35 mila euro, che andranno a regime nei prossimi mesi .

L’importo del cedolino verrà pagato e versato il 5 gennaio 2026, il secondo giorno lavorativo del mese, mente in tutti gli altri mesi dell’anno sarà il primo giorno lavorativo del mese .


Festività Natalizie e Capodanno 2026 🎆

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Cari Associati,

con l’arrivo delle festività, anche la nostra Associazione si concede una piccola pausa per ricaricare energie e tornare con nuove iniziative e tanta voglia di stare insieme, meglio di prima….

📌 Chiusura: da lunedì 22 dicembre 2025
📌 Riapertura: lunedì 12 gennaio 2026

Vi auguriamo di trascorrere giorni sereni, ricchi di calore familiare, sorrisi e magari qualche brindisi in buona compagnia.

Che il nuovo anno porti salute, gioia e rinnovata solidarietà nella nostra comunità.

Un abbraccio (virtuale ma veramente sincero) da tutti noi del Direttivo....

Per rinfrescare la memoria ricordiamo il nostro nuovo indirizzo e i nostri orari e vi aspettiamo....:

Corso Re Umberto n°3 (2° piano) - 10121 Torino TO   Telefono per prenotazioni Ufficio +39 011 6503006 - Mobile Ufficio:  +39 333 3237049

Orari Ufficio: Lunedì - Giovedì  09:00-13:00

".......SE AVETE NECESSITA' DI PARLARE CON GLI "SPECIALISTI" PER FAVORE CHIAMATE SEMPRE LA SEGRETERIA PER PRENDERE APPUNTAMENTO, ONDE EVITARE CHE QUEL GIORNO NON SIA PRESENTE LA PERSONA CHE CERCATE (siamo tutti volontari)!! ....."


APPROFONDIMENTI su precedente comunicazione: Variazioni FONDO SANITARIO INTEGRATIVO per personale in quiescenza dal 1° gennaio 2026

In data 4 dicembre le “Fonti Istitutive” (azienda e sindacati) hanno sottoscritto, senza ovviamente alcun confronto con la rappresentante dei pensionati nel CdA, un accordo finalizzato a tamponare, almeno provvisoriamente, lo squilibrio finanziario del Fondo Sanitario del Gruppo, con particolare riferimento alla gestione degli “iscritti in quiescenza” che, sulla base delle ultime previsioni per il 2025, dovrebbe far segnare un considerevole sbilancio negativo che sarà coperto mediante il consueto “contributo” della gestione “iscritti in servizio” (elevato dal 6% al 7% del totale dei contributi introitati da tale gestione) nonché attingendo al patrimonio della gestione “iscritti in quiescenza” nel limite del 15% della sua consistenza.

Il nuovo “accordo” interviene, a partire dal 1° gennaio 2026

  • sulle prestazioni, con unicamente l’aumento da 10€ a 20€ della franchigia minima sulle prestazioni in forma “diretta”
  • sulle contribuzioni dell’azienda con un lieve incremento su quanto versato per ogni iscritto in servizio o in esodo
  • sulle contribuzioni degli “iscritti in servizio”, con un aumento dello 0,10% sia per gli iscritti che per i familiari
  • sulle contribuzioni degli “iscritti in quiescenza”, aumentando dello 0,25% la quota per i familiari fiscalmente a carico e di ben lo 0,60% la quota per quelli fiscalmente non a carico; restano immutate le quote per gli iscritti (3%) e per i familiari con disabilità (0,25%).
  • per i pensionati, ridefinendo la base di calcolo delle quote percentuali che considererà ora “tutte le voci delle pensioni di previdenza pubblica obbligatoria” e non la sola “pensione AGO”
  • aumentando a 135.000€ la base massima su cui calcolare le quote di contribuzione di cui sopra.

Al fine di fronteggiare eventuali sbilanci negativi che dovessero ancora presentarsi nel 2026 e nel 2027 è stato eliminato il vincolo della possibilità di attingere al patrimonio del Fondo per soli due esercizi.

Per un riordino complessivo del Fondo è prevista la costituzione di una apposita “commissione” che dovrà formulare una sua proposta entro il primo semestre del 2027 con avvio della nuova operatività a partire dal 1° gennaio 2028; non è, ovviamente, dato sapere se a tale “commissione” potrà partecipare anche un(a) rappresentante dei pensionati.

A commento di quanto sopra penso si possa dire che, ancora una volta, si è scelta la via più semplice con l’aumento delle contribuzioni e della franchigie sulle prestazioni dirette presso le strutture convenzionate; stupisce in particolar modo, quest’ultimo aspetto in quanto pare in contraddizione con la più volte espressa volontà di incentivare l’utilizzo delle prestazioni in forma diretta che dovrebbero teoricamente consentire un risparmio sul costo complessivo “Fondo + iscritto”; dico “teoricamente” in quanto ci è stato segnalato che alcune strutture applicherebbero prezzi differenziati, più alti se ci si presenta “coperti” da Insalute Servizi; purtroppo nell’accordo non esiste alcun riferimento a solleciti all’Azienda per intervenire su Insalute Servizi al fine di migliorare il servizio ed implementare significativamente il numero delle strutture convenzionate per consentire un effettivo maggiore utilizzo delle prestazioni in assistenza diretta a prezzi calmierati, comunque convenienti anche considerando le nuove franchigie.

In merito al considerevole aumento delle quote di contribuzione per i familiari (senza peraltro aumentare quei plafond che sono riferiti ai nuclei familiari) temo che questo possa comportare una “fuga” di quei familiari che, per età e/o condizioni sanitarie meno problematiche, meno incidono sugli esborsi del Fondo.

Più complesso ed ancora indefinito il richiamo al “Fondo Protezione” per il quale, al momento, l’unica certezza è l’aumento da 30€ a 100€ del contributo obbligatorio richiesto ai pensionati non coperti dalla LTC del CCNL (quelli non più in servizio al 1° gennaio 2008) e ai relativi familiari; a fronte di tale aumento l’accordo prevede che dovrà essere individuata “una copertura LTC ad adesione collettiva, gestita attraverso la Gestione fondo Protezione, per tutti gli iscritti al FSI e per i loro familiari maggiorenni, assicurando continuità a tutti gli iscritti già aderenti ad una delle coperture LTC in essere”; visti i tempi molto stretti, ci si augura che vengano chiariti i termini della nuova copertura che, almeno nelle intenzioni, potrebbe essere estesa anche nei confronti di coloro che non risultano attualmente “assicurabili” a causa di preesistenti malattie e/o disabilità.

Ci riserviamo di ritornare sull’argomento non appena saranno diramate le apposite circolari applicative


Variazioni statutarie e contributive del FONDO SANITARIO INTEGRATIVO per il personale in quiescenza dal 1° gennaio 2026

Contribuzione:

Per ogni familiare a carico, la contribuzione sale dallo 0,25% allo 0,50% (massimo 1,50%). Rimane inalterata per i familiari a carico per i quali sia attestato lo stato di necessità di sostegno intensivo.

Per i familiari non a carico, la contribuzione passa dall’1,50% al 2,10%.

Le percentuali sono riferite alla pensione annua dell’iscritto.

Il limite massimo su cui viene calcolata la contribuzione è portato a Euro 135.000 rivalutabili (ex euro 100.000 rivalutati).

Prestazioni:

Per le prestazioni specialistiche e l’alta diagnostica usufruite in convenzione (c.d. diretta), la franchigia resta il 10%, ma la minima sale da 10 a 20 euro;

Norme transitorie:

In deroga allo statuto vigente, l’eventuale risultato negativo della gestione quiescenti verrà ripianato, relativamente all’esercizio 2025,  ricorrendo al patrimonio della gestione stessa anche oltre il limite del 15% del suo totale, invece che con addebito proporzionale agli iscritti. Tale deroga si estenderà anche agli esercizi 2026 e 2027.

Per gli esercizi 2025, 2026 e 2027 il contributo di solidarietà a favore della gestione quiescenti verrà portato dal 6% al 7% del totale della contribuzione annua degli iscritti in servizio.

LTC

È stata prevista una assicurazione collettiva per tutti gli iscritti e familiari, che siano maggiorenni. Attendiamo ulteriori dettagli per poter meglio illustrare e valutare la copertura.

 

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Seguiranno ulteriori dettagli e approfondimenti completi appena possibile.